Ogni pezzo delle tue collezioni ha una storia da raccontare. Rendila accessibile.
Ogni museo, archivio e biblioteca custodisce un pezzo di storia. Ma quella storia resta spesso invisibile, sepolta tra cataloghi che non comunicano, sistemi datati e strumenti di consultazione confusi. Con Data Graphs, oggetti, provenienza, autori, eventi e contesto storico si collegano in un solo Knowledge Graph: il tuo patrimonio diventa finalmente qualcosa da esplorare, non solo da conservare.
Il tassello mancante nel tuo ecosistema del patrimonio culturale
Ogni museo, archivio e biblioteca custodisce collezioni troppo ricche e interconnesse per stare in un semplice catalogo. Un dipinto non è solo un oggetto con misure e una data: porta con sé l’artista che l’ha creato, l’epoca a cui appartiene, i mecenati che l’hanno commissionato, le collezioni che ha attraversato, i restauri che ha subito, le opere che ha influenzato, i documenti che ne raccontano la provenienza. Una scheda di catalogo fotografa l’oggetto. Un Knowledge Graph ne racconta il significato.
Data Graphs costruisce la base che rende queste connessioni visibili e interrogabili. Oggetti, persone, eventi, luoghi, documenti e contenuti multimediali diventano nodi di uno stesso grafo, collegati da relazioni che definisci tu, sul modello della tua collezione: CIDOC-CRM, Dublin Core o uno schema su misura, costruito negli anni. Chi esplora il grafo non sta solo cercando: scopre una rete di relazioni che nessun catalogo piatto o ricerca tra documenti potrebbe mai far emergere. E con la ricerca AI costruita su questa base, la stessa esperienza di scoperta si apre anche a chi non è uno specialista.
Permetti ai ricercatori di navigare le relazioni, non solo di cercare parole chiave
Chi studia le reti di mecenatismo di un’epoca non deve trovare solo le opere commissionate da una certa famiglia, ma gli artisti che quei mecenati hanno sostenuto, le altre collezioni a cui quegli artisti hanno lavorato, la corrispondenza che documenta quei rapporti e gli storici che ne hanno scritto. Una ricerca per parole chiave restituisce i documenti che citano il nome della famiglia; una navigazione del Knowledge Graph restituisce la rete. Con Data Graphs ogni entità della tua collezione è collegata a quelle con cui è in relazione, e quei legami si percorrono in un’unica query. Un ricercatore che chiede "Mostrami tutte le opere commissionate da questa famiglia, gli artisti coinvolti e i documenti d’archivio correlati custoditi dalle istituzioni partner" naviga un Knowledge Graph connesso, non un catalogo. Il risultato è uno strumento di ricerca all’altezza delle domande che gli studiosi si pongono davvero.
Rendi tracciabile ogni passaggio: provenienza, proprietà, custodia
La provenienza è uno degli aspetti più delicati e importanti nella gestione delle collezioni. Il percorso di un oggetto, tra vendite, eredità, dispersioni belliche, richieste di restituzione e interventi di conservazione, è spesso registrato in più documenti e più archivi, con lacune e ambiguità a ogni passaggio. Data Graphs trasforma la provenienza in un dato strutturato a pieno titolo, non in una nota a margine del catalogo. Ogni passaggio di proprietà, cambio di sede, prestito e documento collegato diventa un nodo del grafo, legato all’oggetto e alle persone e istituzioni coinvolte. Così la ricerca sulla provenienza diventa molto più rapida, la due diligence per acquisizioni e prestiti è più solida e le richieste di restituzione si affrontano con trasparenza e rigore, su una base di prove strutturata.
Apri le tue collezioni al pubblico senza ricostruire il catalogo
Molti musei, archivi e biblioteche vogliono aprire le collezioni al pubblico in digitale, ma si trovano davanti a un dilemma: il sistema che gestisce la collezione non è pensato per il pubblico, e costruire un’interfaccia separata significa mantenere due sistemi. Data Graphs si mette tra il tuo sistema di gestione delle collezioni e quante interfacce pubbliche vuoi, come livello di conoscenza. I flussi di catalogazione restano gli stessi. Data Graphs acquisisce dati strutturati e non, li arricchisce con relazioni e metadati contestuali e li espone tramite API che alimentano portali di ricerca pubblici, app didattiche, esperienze di realtà aumentata e strumenti di Q&A basati sull’AI. Il sistema di gestione delle collezioni fa ciò che sa fare meglio, il Knowledge Graph fa il resto. E ricercatori e pubblico vivono davvero la ricchezza del tuo patrimonio.
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